Fraternità missionaria

Verbum Dei 

Firenze



 

La passione di Gesù, in Mc 14-15

LUNEDI

Mc 14,1-11

L'unzione di Betania

Is 42,1-7

Sal 26

MARTEDI

Mc 14,32-52

Getsemani

Is 49,1-6

Sal 70

MERCOLE

Mc 14,53-15,20

Davanti al Sinedrio

Is 50,4-9

Sal 68

GIOVEDI

Mc 14,12-31

Cena Pasquale

Is 61,1-9

VENERDI

Mc 15,20-47

Crocifissione

Is 52,13-53,12

Sal 30

Nelle tre predizioni Gesù annunzia la via della Passione che poi percorre con coraggio sino in fondo, e noi siamo chiamati a seguirlo.

Abbiamo visto i tre annunzi della Passione, dove Gesù parla della sua morte e Resurrezione come parte del progetto di Dio. "Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi poi venire ucciso e, dopo tre giorni risuscitare, 8,31, 9,31, 10,33

Ognuno dei tre annunci della passione è accompagnato da gesti e da parole di incomprensione da parte dei discepoli.

Ricordiamo come nel primo annuncio Pietro non accetta la croce e critica Gesù. Lui reagisce 8,33

Secondo annuncio, i discepoli non capiscono hanno paura e ognuno vuol essere il più grande 9,32-34.

Terzo annuncio si spaventano e continuano ad avere paura e chiedono una promozione 10,35

In ognuno dei tre annunzi c'è una frase con cui Gesù critica e corregge la mancanza di comprensione e insegna il giusto comportamento del vero discepolo.

                        *per essere discepolo, rinneghi se stesso prenda la propria croce e mi segua 8,34-38

                        *esige farsi servo di tutti, accogliere i piccoli 9,35-37

*esige bere il calice che egli stesso stà per bere, di non imitare i potenti, imitare il "servo" 10,34-35.

Generalmente quando leggiamo la storia della morte e Risurrezione di Gesù guardiano lui e la sua sofferenza, quella che gli fu importa ma vale la pena di guardare anche ai discepoli e osservare la loro reazione di fronte alla croce.

Nei primi tempi i cristiani erano perseguitati per l'impero romano, e fu con Neron che sono sorti tanti martiri. Altri cristiani avevano tradito, rinnegato e abbandonato la fede in Gesu, altri si domandavano: -Potrò resistere alla persecuzione? Resto o lascio la comunità? Altri desideravano ricominciare il cammino ma per decidersi a farlo avevano bisogno di motivi nuovi e forti. Avevano bisogno di una rinnovata esperienza dell'amor di Dio, di un amore che fosse più grande della loro debolezza umana.

La risposta la troviamo nei cap.14-16. Proprio là dove è narrata la sconfitta più grande dei discepoli si trova nascosta anche la più grande speranza!

Mc cerca di rianimare la fede nella comunità perseguitata e delinea la figura del vero e fedele discepolo di Gesù.

 

Mc 14,1-9

Al termine della sua attività missionaria, arriva a Gerusalemme, e Gesù è spiato da quelli che hanno il potere; sacerdoti, anziani, scribi, farisei, erodiani, sadducei, romani. Tutti costoro tengono la situazione sotto controllo e non vogliono permettere che Gesù un falegname e agricoltore dell'interno della Galilea provochi disordini, da parte loro il rifiuto era già ben visibile 11,18; 12,12. Gesù era per essi un uomo condannato, mancava soltanto loro il pretesto per realizzare quello che egli stesso aveva preannunziato ai discepoli: Il Figlio dell'uomo sara consegnato nelle mani degli uomini e ucciso 8,31, 9,31, 10,33

Sulla croce si rivelerà che l'autentico discepolo è colui che accetta di fare della sua vita un servizio ai fratelli, caricandosi sulle spalle la croce sull'esempio di Gesù.

Vediamo l'atteggiamento di una discepola di Betania di fronte alla croce.

Una donna della quale non è ricordato il nome, unge Gesù con un profumo costosissimo, alcuni criticano il suo gesto considerandolo uno spreco. Gesù invece la difende: -lasciatela stare perchè le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona... Ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura 14,6-8 A quel tempo chi moriva sulla croce non poteva essere sepolto e neppure essere imbalsamato. Sapendo questo la donna unge il corpo   di Gesù prima della condanna e della crocifissione. Con questo gesto dimostra di accettare Gesù come il Messia Servo che stava per morire sulla croce. Gesù comprende il gesto della donna e lo aprova. Precedentemente Pietro aveva rifiutato il Messia Crocifisso, questa donna anonima invece è la discepola fedele, modello per i discepoli che ancora non hanno capito nulla. E' modello a tutti in "tutto il mondo" 14,9

 

Mc 14,10-11

Atteggiamento dei discepoli davanti alla croce.

Giuda decide di tradire il Maestro. In totale contrasto con la donna anonima, Giuda uno dei dodici, decide di tradire Gesù, cospira con i suoi nemici che in cambio gli promettono denaro. Giuda continua la vita comune con loro ma solo allo scopo di trovare l'occasione di consegnare Gesù. Anche all'epoca nella quale Marco scriveva il suo vangelo, c'erano discepoli che aspettavano solo l'occasione per abbandonare la comunità che procurava loro tanta persecuzione, con la speranza perfino di ottenere qualche vantaggio dal tradire i compagni e le compagne. E oggi?

Mc 14,53-15,20

Il processo; conflitto tra diverse idee di Messia.

v.53-65 Il tribunale supremo condanna Gesù. Condotto davanti al tribunale dei sommi sacerdoti, degli anziani e degli scribi, detto anche Sinedrio, e accusato da falsi testimoni. Gesù tace. Senza difesa è abbandonato nelle mani dei suoi nemici e cosi realizza quanto annunciato dal profeta Isaia riguardo al Messia Servo: che sarebbe stato preso, giudicato e condannato, senza aprire bocca, come un agnello Is 53,6-8. Interrogato nuovamente, Gesù dichiara di essere il Messia: Io lo sono! Ma lo dichiara sotto il titolo di Figlio dell'Uomo 14,62. Dopo tale affermazione, è schiaffeggiato da persone che lo deridono come Messia Profeta 14,65

66-72 Il rinnegamento di Pietro. Riconosciuto da una serva come uno di quelli che stavano con Gesù nell'orto, dapprima Pietro lo nega, poi giunge a rinnegarlo, giurando e imprecando. Nemmeno in questa occasione è capace di accettare Gesù come il Messia Servo che dà la sua vita per gli altri. Tuttavia quando il gallo canta per la seconda volta, ricordando le parole di Gesù, scopia in pianto. E' quello che succede a chi ha i piedi per terra con il popolo ma ha la testa perduta nell'ideologia dei farisei e degli erodiani. Probabilmente questa era la situazione di molti nelle comunità del tempo in cui Marco scriveva il suo vangelo. E oggi?

v.1-20 Condanna di Gesù da parte del potere romano. Il processo segue il suo corso: Gesù è consegnato al potere dei romani e viene condannato con l'accusa di essere il Messia 15,2; 15,26. Alcuni, che vedono in Gesù un Messia guerrigliero antiromano, propongono di scambiarlo con Barabba "carcerato con altri rivoltosi. Dopo la condanna, Gesù riceve sputi sul volto ma continua a non aprire bocca, rivelandosi di nuovo come il Messia Servo, profetizzato da Isaia 50,6-8

Mc 14,12-31

v.12-16 Preparazione della Cena Pasquale. Gesù sa che sarà tradito, ma nonostante il tradimento di un amico vuole fraternizzare con i discepoli nell'ultima Cena Pasquale. Era la notte di Pasqua e per la festa, la città era molto affollata di pellegrini, era difficile trovare un posto e doveva essere stato speso parecchio per affittare una sala grande al piano superiore, con i tappeti già pronta 14,15

v.17-21Annuncio del tradimento di Giuda. Riuniti per l'ultima volta, Gesù annuncia che uno dei discepoli lo sta per tradire: uno di voi che mangia con me 14,18. Il modo di parlare di Marco accentua il contrasto tra i due. Per i giudei infatti mangiare insieme ossia la comunione della mensa, era la massima espressione di intimità e di confidenza. Cosi fra le righe Marco lancia ai lettori il seguente messaggio, il tradimento sarà compiuto da un amico molto intimo, ma l'amore di Gesù è più grande del tradimento!

v.22-25 Durante la cena Gesù compi un gesto di condivisione: distribui il pane e il vino invitando gli apostoli a prenderli come suo corpo e suo sangue; con tale gesto voleva esprimere il dono di se. Non a caso l'evangelista ha collocato questo gesto della donazione di se tra l'annuncio del tradimento di Giuda e quello della negazione di Pietro e della fuga degli altri discepoli. Sottolineando il contrasto tra il gesto di Gesu e quello dei discepoli. Marco dà rilievo, per le comunità di quel tempo e per tutti noi, all'incredibile gratuità dell'amore di Gesù che supera il tradimento, la negazione e la fuga degli amici.

v.26-28 L'annuncio della fuga di tutti. Terminata la cena uscendo con i discepoli per recarsi nell'Orto degli Ulivi, Gesù annuncia che tutti lo abbandoneranno, fuggiranno e si disperderanno. Ma già fin d'ora li avvisa: Dopo la risurrezione, vi precederò in Galilea 14,28. Gli apostoli rompono con Gesù ma lui non rompe con loro, anzi continua ad aspettarli nello stesso luogo, proprio lù in Galilea dove, tre anni prima, li aveva chiamati all'inizio del cammino. La certezza della presenza di Gesù nella vita del discepolo è più forte dell'abbandono e della fuga in ogni caso il ritorno è sempre possibile.

v.29-31 L'annuncio della negazione di Pietro. Simone soprannominato Cefas (pietra) è tutto meno che pietra. Gesù in una precedente occasione lo aveva chiamato Satana 8,33. Ora pretende di essere il discepolo più fedele, che non tradirà mai "anche se tutti si scandalizzassero, io non lo farò! 14,29 Gesù lo avverte: Pietro sarai più svelto tu nel rinnegarmi che non il gallo a cantare!

 

Mc 14,32-52

Comportamento dei discepoli durante l'agonia di Gesù. Nell'orto Gesù entra in agonia e chiede a Pietro, Giacomo e Giovanni di pregare con lui; come uomo è triste, comincia ad avere paura e cerca appoggio negli amici, ma essi si addormentano e non sono capaci di stare svegli con lui una sola ora, e questo si ripete per tre volte. Ancora una volta il contrasto tra Gesù e i discepoli è grande e significativo. E qui, nell'Orto degli Ulivi nell'ora dell'agonia di Gesù che il coraggio dei discepoli crolla. Non rimane più nulla!

v.43-52 Comportamento dei discepoli durante la cattura di Gesù. Alo scendere della notte giungono i soldati con Giuda in testa e, con lui, il bacio, segno di amicizia e di amore, diventa il segno del tradimento. Giuda infatti non avendo il coraggio di assumersi la responsabilità morale del tradimento finge nascondendosi dietro un bacio. Al momento dell'arresto Gesù calmo, padrone della situazione, giungendo a leggere il significato dell'avvenimento: Si adempiano dunque le Scritture 14,49. L'esempio di Gesù non serve ai discepoli, tutti lo abbandonano i fuggono 14,50, non rimane nessuno. Gesù resta solo

 

Mc 15,20b-47

La narrazione di Mc si svolge in sei momenti preceduti dal ricordo di Simone di Cirene v.21, evidentemente ben noto alla comunità di Mc, e invocato quasi come testimone dei fatti. La scena della crocifissione 22-27 sottolinea ancora una volta il titolo "re dei Giudei" e lo scandalo di Gesù trattato come un delinquente comune. Mc insiste molto sulla scena degli oltraggi 29-32 dei presenti che scherniscono le pretese di Gesù di instaurare un nuovo culto (la distruzione del Tempio) di essere il Messia, di essere protetto da Dio. Gli scherni e gli oltraggi fatti a Gesù sotto la croce sono il mezzo con il quale Mc invita il lettore a riflettere sull'evento; qual è il vero senso della croce di Gesù? Perchè egli non scende dalla sua croce? Mc non toglie minimamente lo scandalo di queste accuse.

Il ricordo delle tenebre v.33-36 e del grido di Gesù Sal 22,2 donano un tono terribile all'intera narrazione. La scena resta ancora enigmatica e Gesù muore nel profondo della propria umanità, proclamandosi abbandonato da Dio e, allo stesso tempo, attraverso la citazione del Salmo, affidandosi a Lui. La morte di Gesù e i segni che la accompagnano 37-39 rivelano l'intento dell'evangelista; è solo sulla croce, in questo momento, che è possibile cogliere la vera identità di Gesù; la croce diviene cosi luogo di rivelazione: Gesù è davvero "Figlio di Dio" Mc 1,1. Il velo del tempio che separava l'interno del Santuario nel quale nessuno poteva entrare, si squarcia; adesso ogni uomo ha la possibilità di avvicinarsi a Dio senza alcuna preclusione.

La scena della morte si chiude con il ricordo della presenza delle donne v.40-31 solo in loro e non negli apostoli! Gesù trova delle discepole fedeli, saranno proprio le donne le prime a testimoniare della resurrezione di Cristo. La scena della sepoltura v.42-47 chiude la narrazione della passione; la presenza di Giuseppe di Arimatea orienta il lettore verso l'attesa del Regno v.43. Mc chiude nuovamente la scena ritornando sulla presenza delle donne: il loro attardarsi presso la tomba è il preludio alla resurrezione

Salmo 30

 

Is 52,13-53,12 

 

Culmina nei capitoli 14-15 l'itinerario di scoperta del Cristo che Marco è venuto tracciando in tutto il suo Vangelo. Nella passione è morte del Signore emergono infatti con forza la sua piena umanità ed allo stesso tempo la sua divinità. In quali momenti vediamo con chiarezza questi due aspetti della persona di Gesù?


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