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Fraternità missionaria Verbum Dei Firenze |
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Nelle tre predizioni
Gesù annunzia la via della Passione che poi percorre con coraggio sino in
fondo, e noi siamo chiamati a seguirlo. Abbiamo visto i tre
annunzi della Passione, dove Gesù parla della sua morte e Resurrezione
come parte del progetto di Dio. "Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto,
essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi poi
venire ucciso e, dopo tre giorni risuscitare, 8,31, 9,31,
10,33 Ognuno dei tre annunci
della passione è accompagnato da gesti e da parole di incomprensione da
parte dei discepoli. Ricordiamo come nel
primo annuncio Pietro non accetta la croce e critica Gesù. Lui reagisce
8,33 Secondo annuncio, i
discepoli non capiscono hanno paura e ognuno vuol essere il più grande
9,32-34. Terzo annuncio si
spaventano e continuano ad avere paura e chiedono una promozione
10,35 In ognuno dei tre annunzi c'è una frase con cui Gesù critica e corregge la mancanza di comprensione e insegna il giusto comportamento del vero discepolo.
*per essere discepolo, rinneghi se stesso prenda la propria croce e
mi segua 8,34-38
*esige farsi servo di tutti, accogliere i piccoli
9,35-37 *esige bere il calice
che egli stesso stà per bere, di non imitare i potenti, imitare il "servo"
10,34-35. Generalmente quando
leggiamo la storia della morte e Risurrezione di Gesù guardiano lui e la
sua sofferenza, quella che gli fu importa ma vale la pena di guardare
anche ai discepoli e osservare la loro reazione di fronte alla
croce. Nei primi tempi i
cristiani erano perseguitati per l'impero romano, e fu con Neron che sono
sorti tanti martiri. Altri cristiani avevano tradito, rinnegato e
abbandonato la fede in Gesu, altri si domandavano: -Potrò resistere alla
persecuzione? Resto o lascio la comunità? Altri desideravano ricominciare
il cammino ma per decidersi a farlo avevano bisogno di motivi nuovi e
forti. Avevano bisogno di una rinnovata esperienza dell'amor di Dio, di un
amore che fosse più grande della loro debolezza
umana. La risposta la troviamo
nei cap.14-16. Proprio là dove è narrata la sconfitta più grande dei
discepoli si trova nascosta anche la più grande
speranza! Mc cerca di rianimare la
fede nella comunità perseguitata e delinea la figura del vero e fedele
discepolo di Gesù.
Mc
14,1-9 Al termine della sua
attività missionaria, arriva a Gerusalemme, e Gesù è spiato da quelli che
hanno il potere; sacerdoti, anziani, scribi, farisei, erodiani, sadducei,
romani. Tutti costoro tengono la situazione sotto controllo e non vogliono
permettere che Gesù un falegname e agricoltore dell'interno della Galilea
provochi disordini, da parte loro il rifiuto era già ben visibile 11,18;
12,12. Gesù era per essi un uomo condannato, mancava soltanto loro il
pretesto per realizzare quello che egli stesso aveva preannunziato ai
discepoli: Il Figlio dell'uomo sara consegnato nelle mani degli uomini e
ucciso 8,31, 9,31, 10,33 Sulla croce si rivelerà
che l'autentico discepolo è colui che accetta di fare della sua vita un
servizio ai fratelli, caricandosi sulle spalle la croce sull'esempio di
Gesù. Vediamo l'atteggiamento
di una discepola di Betania di fronte alla
croce. Una donna della quale non è
ricordato il nome, unge Gesù con un profumo costosissimo, alcuni criticano
il suo gesto considerandolo uno spreco. Gesù invece la difende:
-lasciatela stare perchè le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me
un'opera buona... Ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura
14,6- Mc 14,10-11Atteggiamento dei
discepoli davanti alla croce. Giuda decide di tradire
il Maestro. In totale contrasto con la donna anonima, Giuda uno dei
dodici, decide di tradire Gesù, cospira con i suoi nemici che in cambio
gli promettono denaro. Giuda continua la vita comune con loro ma solo allo
scopo di trovare l'occasione di consegnare Gesù. Anche all'epoca nella
quale Marco scriveva il suo vangelo, c'erano discepoli che aspettavano
solo l'occasione per abbandonare la comunità che procurava loro tanta
persecuzione, con la speranza perfino di ottenere qualche vantaggio dal
tradire i compagni e le compagne. E oggi? Mc
14,53-15,20 Il processo; conflitto
tra diverse idee di Messia. v.53-65 Il tribunale
supremo condanna Gesù. Condotto davanti al tribunale dei sommi sacerdoti,
degli anziani e degli scribi, detto anche Sinedrio, e accusato da falsi
testimoni. Gesù tace. Senza difesa è abbandonato nelle mani dei suoi
nemici e cosi realizza quanto annunciato dal profeta Isaia riguardo al
Messia Servo: che sarebbe stato preso, giudicato e condannato, senza
aprire bocca, come un agnello Is 53,6-8. Interrogato nuovamente, Gesù
dichiara di essere il Messia: Io lo sono! Ma lo dichiara sotto il titolo
di Figlio dell'Uomo 14,62. Dopo tale affermazione, è schiaffeggiato da
persone che lo deridono come Messia Profeta
14,65 66-72 Il rinnegamento di
Pietro. Riconosciuto da una serva come uno di quelli che stavano con Gesù
nell'orto, dapprima Pietro lo nega, poi giunge a rinnegarlo, giurando e
imprecando. Nemmeno in questa occasione è capace di accettare Gesù come il
Messia Servo che dà la sua vita per gli altri. Tuttavia quando il gallo
canta per la seconda volta, ricordando le parole di Gesù, scopia in
pianto. E' quello che succede a chi ha i piedi per terra con il popolo ma
ha la testa perduta nell'ideologia dei farisei e degli erodiani.
Probabilmente questa era la situazione di molti nelle comunità del tempo
in cui Marco scriveva il suo vangelo. E oggi? v.1-20 Condanna di Gesù da parte del potere romano. Il processo segue il suo corso: Gesù è consegnato al potere dei romani e viene condannato con l'accusa di essere il Messia 15,2; 15,26. Alcuni, che vedono in Gesù un Messia guerrigliero antiromano, propongono di scambiarlo con Barabba "carcerato con altri rivoltosi. Dopo la condanna, Gesù riceve sputi sul volto ma continua a non aprire bocca, rivelandosi di nuovo come il Messia Servo, profetizzato da Isaia 50,6-8 Mc 14,12-31 v.12-16 Preparazione
della Cena Pasquale. Gesù sa che sarà tradito, ma nonostante il tradimento
di un amico vuole fraternizzare con i discepoli nell'ultima Cena Pasquale.
Era la notte di Pasqua e per la festa, la città era molto affollata di
pellegrini, era difficile trovare un posto e doveva essere stato speso
parecchio per affittare una sala grande al piano superiore, con i tappeti
già pronta 14,15 v.17-21Annuncio del
tradimento di Giuda. Riuniti per l'ultima volta, Gesù annuncia che uno dei
discepoli lo sta per tradire: uno di voi che mangia con me 14,18. Il modo
di parlare di Marco accentua il contrasto tra i due. Per i giudei infatti
mangiare insieme ossia la comunione della mensa, era la massima
espressione di intimità e di confidenza. Cosi fra le righe Marco lancia ai
lettori il seguente messaggio, il tradimento sarà compiuto da un amico
molto intimo, ma l'amore di Gesù è più grande del
tradimento! v.22-25 Durante
v.26-28 L'annuncio della
fuga di tutti. Terminata la cena uscendo con i discepoli per recarsi
nell'Orto degli Ulivi, Gesù annuncia che tutti lo abbandoneranno,
fuggiranno e si disperderanno. Ma già fin d'ora li avvisa: Dopo la
risurrezione, vi precederò in Galilea 14,28. Gli apostoli rompono con Gesù
ma lui non rompe con loro, anzi continua ad aspettarli nello stesso luogo,
proprio lù in Galilea dove, tre anni prima, li aveva chiamati all'inizio
del cammino. La certezza della presenza di Gesù nella vita del discepolo è
più forte dell'abbandono e della fuga in ogni caso il ritorno è sempre
possibile. v.29-31 L'annuncio della negazione di Pietro. Simone soprannominato Cefas (pietra) è tutto meno che pietra. Gesù in una precedente occasione lo aveva chiamato Satana 8,33. Ora pretende di essere il discepolo più fedele, che non tradirà mai "anche se tutti si scandalizzassero, io non lo farò! 14,29 Gesù lo avverte: Pietro sarai più svelto tu nel rinnegarmi che non il gallo a cantare!
Mc 14,32-52 Comportamento dei discepoli
durante l'agonia di Gesù. Nell'orto Gesù entra in agonia e chiede a
Pietro, Giacomo e Giovanni di pregare con lui; come uomo è triste,
comincia ad avere paura e cerca appoggio negli amici, ma essi si
addormentano e non sono capaci di stare svegli con lui una sola ora, e
questo si ripete per tre volte. Ancora una volta il contrasto tra Gesù e i
discepoli è grande e significativo. E qui, nell'Orto degli Ulivi nell'ora
dell'agonia di Gesù che il coraggio dei discepoli crolla. Non rimane più
nulla! v.43-52 Comportamento dei discepoli durante la cattura di Gesù. Alo scendere della notte giungono i soldati con Giuda in testa e, con lui, il bacio, segno di amicizia e di amore, diventa il segno del tradimento. Giuda infatti non avendo il coraggio di assumersi la responsabilità morale del tradimento finge nascondendosi dietro un bacio. Al momento dell'arresto Gesù calmo, padrone della situazione, giungendo a leggere il significato dell'avvenimento: Si adempiano dunque le Scritture 14,49. L'esempio di Gesù non serve ai discepoli, tutti lo abbandonano i fuggono 14,50, non rimane nessuno. Gesù resta solo
Mc 15,20b-47 La narrazione di Mc si
svolge in sei momenti preceduti dal ricordo di Simone di Cirene v.21,
evidentemente ben noto alla comunità di Mc, e invocato quasi come
testimone dei fatti. La scena della crocifissione 22-27 sottolinea ancora
una volta il titolo "re dei Giudei" e lo scandalo di Gesù trattato come un
delinquente comune. Mc insiste molto sulla scena degli oltraggi 29-32 dei
presenti che scherniscono le pretese di Gesù di instaurare un nuovo culto
(la distruzione del Tempio) di essere il Messia, di essere protetto da
Dio. Gli scherni e gli oltraggi fatti a Gesù sotto la croce sono il mezzo
con il quale Mc invita il lettore a riflettere sull'evento; qual è il vero
senso della croce di Gesù? Perchè egli non scende dalla sua croce? Mc non
toglie minimamente lo scandalo di queste
accuse. Il ricordo delle tenebre
v.33-36 e del grido di Gesù Sal 22,2 donano un tono terribile all'intera
narrazione. La scena resta ancora enigmatica e Gesù muore nel profondo
della propria umanità, proclamandosi abbandonato da Dio e, allo stesso
tempo, attraverso la citazione del Salmo, affidandosi a Lui. La morte di
Gesù e i segni che la accompagnano 37-39 rivelano l'intento
dell'evangelista; è solo sulla croce, in questo momento, che è possibile
cogliere la vera identità di Gesù; la croce diviene cosi luogo di
rivelazione: Gesù è davvero "Figlio di Dio" Mc 1,1. Il velo del tempio che
separava l'interno del Santuario nel quale nessuno poteva entrare, si
squarcia; adesso ogni uomo ha la possibilità di avvicinarsi a Dio senza
alcuna preclusione. La scena della morte si
chiude con il ricordo della presenza delle donne v.40-31 solo in loro e
non negli apostoli! Gesù trova delle discepole fedeli, saranno proprio le
donne le prime a testimoniare della resurrezione di Cristo. La scena della
sepoltura v.42-47 chiude la narrazione della passione; la presenza di
Giuseppe di Arimatea orienta il lettore verso l'attesa del Regno v.43. Mc
chiude nuovamente la scena ritornando sulla presenza delle donne: il loro
attardarsi presso la tomba è il preludio alla
resurrezione Salmo 30
Culmina nei capitoli
14-15 l'itinerario di scoperta del Cristo che Marco è venuto tracciando in
tutto il suo Vangelo. Nella passione è morte del Signore emergono infatti
con forza la sua piena umanità ed allo stesso tempo la sua divinità. In
quali momenti vediamo con chiarezza questi due aspetti della persona di
Gesù?
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